Uso del parlato: Pico risponde. Prove tecniche d’invasione

 

La storia Prove tecniche d’invasione – inserita sul Topolino n. 2464 nella serie «Pico risponde» (testi di Stefano Ambrosio; disegni di Luciano Milano) – si presta ad alcune note riguardo alle informazioni implicite o esplicite comunicate attraverso il parlato dei  personaggi.

 

Il soggetto di cui seguiamo le azioni non è qui lo standard character (Pico de’ Paperis), bensì una comparsa. La funzione di Pico appare piuttosto quella di mezzo per il raggiungimento di uno scopo.

 

Trama: uno scienziato pazzo sta utilizzando Pico per le sue losche macchinazioni, cercando di strappargli informazioni tecniche per costruire un robot invasore.

 

Costruzione: la storia si apre su Pico che conduce la trasmissione «Voi chiedete, Pico risponde». Subito si passa però al protagonista effettivo della situazione, che sta guardando il programma attraverso la TV accesa.

 

Le sue parole svelano, tra le righe, a che punto si trova dell’avventura, ossia:
– che sta progredendo in una sua invenzione (il generatore d’energia è quasi pronto, ma qualcosa ancora manca…) –> ANTEFATTO;
– che per far questo ha sfruttato le risposte date da Pico nel suo programma –> COLLEGAMENTO TRA I DUE PERSONAGGI;
– che intende conquistare il mondo –> PROCLAMAZIONE OBIETTIVO FINALE;

– che ha bisogno di fare un’ultima domanda all’esperto (Pico) –> OBIETTIVO INTERMEDIO.

 

Siamo quasi in dirittura d’arrivo in una di quelle storie che si definiscono con “struttura a percorso” (in cui ogni tappa è indispensabile per proseguire fino alla seguente e così via fino al raggiungimento della meta finale: dalla partenza da un punto A a un punto B, in cui si ricavano informazioni per proseguire fino al punto C, che farà giungere al punto D, ecc.).

 

Essendo però  il protagonista un cattivo e il suo obiettivo malvagio, è in questo caso d’obbligo che qualcosa sopraggiunga a rendergli inaccessibile la meta finale. Allo stesso modo com’è inevitabile che, perché questo accada, ci metta lo zampino, più o meno consapevolmente, proprio lo standard character di turno.

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