Graphic novel: Renato Serra di Meucci e Carta

Renato Serra, critico letterario e scrittore all’alba del XX secolo, non è notissimo ed è un bel regalo ritrovarlo protagonista della graphic novel scritta da Andrea Meucci e disegnata da Giorgio Carta per l’editore Kleiner Flug (2015).

 

Il volume, messo in visione gratuita sul web in occasione della pandemia, si può leggere al link: https://issuu.com/kleinerflug/docs/renato_serra.

 

Si tratta di una biografia a fumetti snella e originale che mostra lati umanissimi e molto attuali dell’erudito di Cesena morto in guerra a 31 anni.

 

E’ fresca e audace l’idea di far dialogare – come parte viva della sua realtà – i letterati oggetto dei suoi studi più famosi, ritratti al di fuori dell’aura di sacralità che di solito li avvolge.

 

Segnalo – oltre alla vignetta del Petrarca che brinda alla laurea del protagonista – l’inedito paragone tra Carducci e un orso, suggellato dall’immagine del professore che volta metaforicamente le spalle allo studente Serra per tornare a rintanarsi nel bosco.

 

Felice è anche l’idea della discussione in fiorentino sull’Italia post-risorgimentale tra Dante e Machiavelli, cui dà vita la visionaria immaginazione del critico: «Oh, Durante, ma che mi pigli pei fondelli?» «Sarò anche un papista, ma questo Giolitti gli è troppo neutrale. Non c’ha nerbo!»

 

Ma la compagnia viva e costante dei grandi del passato non allevia la solitudine né riempie gli spazi vuoti in cui si trova immerso, più volontariamente che no, il Serra.

 

Il tratto verticale, “piangente” – un po’ alla Sto e un po’ modiglianeggiante – di Carta non consente ai suoi ritratti risate aperte e liberatorie, men che meno al protagonista pinocchione e inquieto.

 

Ma la lezione profonda sta nell’annuncio dolente della morte del soldato Serra, ponte tra l’incipit e la conclusione dell’albo, che circoscrive quell’esperienza umana passata in un soffio, infondendone senso e compiutezza.