Le Masterclass del Giffoni Film Festival: A lezione da Andrea Jublin

 

 

Le Masterclass del Giffoni Film Festival costituiscono una grande opportunità per i giovani che si affacciano al mondo dell’attualità, dell’ecologia, dello spettacolo (cinema, tv, musica, radio) e desiderano approfondirne i temi, avvicinarsi ai  protagonisti, studiarne le possibilità di sviluppo e quelle lavorative. I nomi degli ospiti-insegnanti, quest’anno come in passato, sono stati vari e prestigiosi.

 

 

Ho assistito, inizialmente, all’incontro con Andrea Jublin, che è salito sul palco e ha dato inizio a una vivace lezione di scrittura cinematografica per il pubblico attento e preparato della Masterclass Classic.

 

 

E’ nato un fitto e affascinante dialogo coi ragazzi, che si sono dimostrati un pubblico straordinario dalle domande pronte e dagli interventi più o meno curiosi, rilevanti, comunque circostanziati. L’interesse e la partecipazione dei Giffoners mi hanno dato la misura della loro consapevolezza di essere protagonisti in un’esperienza di altissimo livello.

 

 

Sotto la guida sicura di Jublin e col supporto attento e scanzonato del moderatore Manlio Castagna, pronto a intervenire al momento opportuno, è iniziata la costruzione corale di una sceneggiatura cinematografica, che è stata occasione e pretesto per dare le prime fondamentali nozioni alla base del lavoro dello sceneggiatore.

 

 

Il talento racchiuso nella lezione è stato quello di infondere più informazioni possibili in modo fruibile, spiegando nozioni tecniche in termini arditamente chiari.

 

 

Dalla definizione del “Fatal Flow” («Il protagonista ha una sfiga. Ti ci ritrovi e gli vuoi bene perché è uno sfigato»), sfiorando l’interesse del pubblico per gli oroscopi, la lezione, magistrale, si è chiusa in un soffio sui quattro finali possibili, ma non prima della pronuncia dell’assunto che «I film sono diversi ma uguali, come i ghepardi».

 

 

Forse mi sono ritrovata e ho voluto bene alla lezione proprio a causa di questo riferimento ai felini, fatto sta che, dopo questo primo impatto con le Masterclass, ho voluto vedere altri incontri.

 

 

La somma di queste esperienze mi ha sorpreso. Difficilmente in passato mi era capitato di assistere a lezioni così perfette, in un contesto così perfetto, con allievi così perfetti. Un’alchimia magica sembra crearsi nelle aule sparse del paesino di Giffoni rese azzurre dal colore delle t-shirt dei partecipanti.

 

 

Mi sono convinta che quest’energia produttiva, pulita e creativa derivi, oltre che dallo sforzo qualitativo degli organizzatori, dal senso di responsabile partecipazione degli insegnanti e degli allievi a quello che è stato il sogno originale di Claudio Gubitosi nel 1970 e che da sempre costituisce il motore felice del «Festival più necessario» (François Truffaut).