La lumaca di Sepulveda e l’abilità di fare domande

La rilettura di Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepulveda consente una riflessione sulla qualità degli scambi di informazioni tra individui.

 

Scimmiottando un comportamento degli umani, le lumache instaurano l’abitudine di riunirsi per mangiare insieme. In questo contesto si vede come il gruppo gradisca conversare senza tuttavia dire niente di rilevante:

«Che cosa abbiamo da mangiare?»
«Dente di leone. Saporite foglie di dente di leone.»
«Vorrei mangiare qualcosa di molto saporito.»
«Ti consiglio il dente di leone.»

 

La lumaca protagonista, al contrario, ha delle curiosità non banali, tipo quella di conoscere il suo nome o di capire il perché della lentezza. Ma questo tipo di domande non piace alle compagne che non vogliono essere turbate, non cercano risposte profonde e la definiscono Ribelle.

 

Quando la società non ha interrogativi comuni non c’è progresso e l’individuo ha come unica possibilità quella di isolarsi o emarginarsi, di cercare da solo le risposte.

 

Per soddisfare interrogativi importanti si deve iniziare un proprio cammino. Vale per la lumaca esattamente come per gli umani. La Ribelle inizia perciò, nell’isolamento, un processo di crescita personale, ossia il suo “viaggio dell’eroe”.

 

In vista del suo obiettivo, è disposta a crearsi con fatica le condizioni necessarie a raggiungerlo, anche a costo di scalare faticosamente un albero per interrogare il gufo saggio.

 

L’iniziazione, con l’allontanamento dal proprio ambiente sociale e l’avvio del percorso di crescita, è allo stadio iniziale. La Ribelle attraversa una nuova modalità di scambio domanda-risposta. Perché, se il gufo è disponibile a fornire informazioni, per ottenere un valido riscontro la lumaca deve imparare a formulare le domande nel modo corretto.

 

Per tentativi, si approssima sempre più al centro del bersaglio:
«Voglio sapere perché sono così lenta.»
«Sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso.»

 

La risposta è precisa, concreta, logica. Basata su dati reali. Eppure la lumaca non si convince. Il gufo prova a dare una nuova lettura e un significato più profondo ed esaustivo alle sue parole.

 

«Tutto ciò che hai visto, tutto ciò che hai provato, amaro e dolce, pioggia e sole, freddo e notte, è dentro di te, e pesa, ed essendo così piccola quel peso ti rende lenta.»

 

Ma ancora la lumaca non è soddisfatta:
«E a che mi serve essere così lenta?»

 

Ed ecco il fatto: ciò che la Ribelle vuole trovare nella sua quest non è il motivo ma la motivazione che vi sta dietro, ossia un senso. Che senso ha il fatto che io sia nata lenta? Qual è lo scopo ultimo della mia caratteristica? Ma, dice il gufo, «a questo non ho una risposta. Dovrai trovarla da sola.»

 

Nessuno, al di fuori di noi, può dire quale sia il nostro valore aggiunto, l’apporto che il nostro essere noi stessi può portare al mondo. A questo valore unico, interiore, spetta solo a noi dare un significato, attribuire un nome e stabilire un ruolo.