Predatori e prede: Il cacciatore – Julia n. 14

 

Vediamo gli elementi narrativi della prima sequenza (di 9 tavole) dell’albo n. 14 di Julia (soggetto di Giancarlo Berardi; sceneggiatura di Gino D’Antonio e Giancarlo Berardi; Sergio Bonelli Editore), intitolato Il cacciatore.

 

Dopo una vignetta doppia di presentazione dell’ambiente – un paesaggio notturno in CLL (Campo Lunghissimo) – appare un elemento minaccioso a dare subito un senso di inquietudine e pericolo: un piccolo animale predatore. Ne appare prima solo lo sguardo nel buio, poi la sagoma scura appostata a osservare una preda, infine è inquadrato dal basso verso l’alto con espressione famelica e i denti aguzzi bene in vista. L’ultima immagine chiude su un uccello rapace notturno, che è vittima e allo stesso tempo predatore (ha aggredito un roditore).

 

In tavola II si ha, con l’accostamento delle immagini, un’immediata associazione tra due prede, l’uccello e una donna (come sarà confermato a fine sequenza – tav. X vign. 2). L’inquietudine è sottolineata dal movimento che anima le singole immagini e dal tratto stesso dei disegni (prevalgono linee che tagliano l’inquadratura trasversalmente), nonché dal susseguirsi di punti di ripresa diversi. L’irruzione dell’elemento umano nella natura porta con sé, nonostante la “naturale” nudità, un’impressione di contrasto con l’ambiente: è la donna l’essere più inadeguato e quindi destinato a soccombere (è subito adocchiata dal predatore di tavola I).

 

La minaccia del cacciatore è anticipata dall’immagine della ragazza vista da lontano attraverso un mirino. Questa rappresentazione è ripresa nelle tavole VI e VII, dove nella prima striscia è presente una forte simmetricità figurativa (esterno: immagini inserite in un cerchio; interno: stessa immagine con ribaltamento di prospettiva alto-basso e stessa posizione degli elementi, ossia vittima in PP, cacciatore sullo sfondo).

 

Siamo in una dimensione onirica, rafforzata visivamente dal tratteggio delle immagini a fine tavola VII. L’incubo notturno è una sorta di parafrasi dell’episodio di Biancaneve terrorizzata perché si è persa nel bosco. Il cacciatore è qui una minaccia impietosa, mentre dagli animali, spettatori silenziosi del dramma, non può venire salvezza bensì rapacità.

 

Nella successiva tavola X si ha il passaggio alla sequenza seguente. Le prime due immagini affiancate mostrano ancora le peculiarità stilistiche delle tavole precedenti: tagli trasversali, analoga disposizione delle linee del disegno, forte contrasto b/n e dimensione onirica. Quest’ultima si attua attraverso un gioco visivo per cui la minaccia incombente da ombra (cinese) diventa reale accostandosi al corpo inerte. Ora i due corpi sono entrambi al di fuori della penombra e illuminati dalla stessa luce.

 

La serie di Julia ha molto del filone cinematografico del noir, di cui sono presenti diversi elementi caratterizzanti, tra cui quello (alla Philip Marlowe) della solitudine cronica del/della protagonista. Un’inquadratura ha mostrato in PP la mano con l’anellino, ponendo in evidenza l’indizio che consentirà il riconoscimento della vittima. Il passaggio cinematografico dal luogo del delitto al commissariato, luogo dove hanno inizio le indagini, avviene sull’accompagnamento delle parole del diario di Julia.

 

 

2 Commenti

  1. La nota es muy buena, pero Asch es innecesaria esa referencia a Cacciatore y de emboquillada a Macri. Cacciatore hizo algo que si hoy no lo tuvieramos transitar por la Capital seria imposible. Personalmente lo vi despues de su retiro trabajar vendiendo hacienda por una comision del 1%, siempre con el mismo traje, muy parecido a Cristobal, Lazaro, Lopez y Florencia K. custom written essays

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