Asterix e la resa di Lactus Bifidus

 

 

Da: Asterix e la corsa d’Italia – Testi di Jean-Yves Ferri – Disegni di Didier Conrad

 

L’occasione per La corsa d’Italia dell’ultimo albo di Asterix (Paninicomics, 2017) nasce dal disinteresse e dalla sciatteria di Lactus Bifidus, responsabile della Viabilità dell’Impero Romano. Il senatore, punto nell’orgoglio, indice la gara per dimostrare l’eccellenza delle strade romane che a lui competono.

 

Questo personaggio-macchietta, simpatico pure nel suo richiamo alla pochezza di tanti politici contemporanei, apre e chiude il momento clou della partenza della corsa (tavole 12 e 13). Non senza fatica, bisogna dire, laddove, anche dal punto di vista grafico è costretto letteralmente a farsi spazio, spingendo in alto i baloon rigonfi di un’altisonanza pubblica che non gli aderisce e che lo soffoca ridicolmente.

 

Dal pretenzioso: «Io, Bifidus, in nome di Giulio Cesare…» – che si scopre venirgli letteralmente dettato dalla moglie alle sue spalle – si cala, passo passo, di magniloquenza, presenza scenica, tono e ritmo fino alla chiusa che sancisce l’ininfluenza totale e l’insignificanza del personaggio pubblico: «Come, sono partiti? E il mio colpo di gong?».

 

All’individualità – quale che sia – di Bifidus fa da contraltare la magnifica coralità del popolo spettatore e dei protagonisti della corsa.

 

Il primo a rubargli la ribalta è il favorito Coronavirus, eroe dei romani che gareggia mascherato e a cui la sportività di Obelix riconosce un bel sorriso. La sua sola apparizione guadagna un totale coronato dal clamore del popolo.

 

Da lui, passando per la contrapposizione tra la rigidità di una kushita e la morbidezza dell’altra e, ancora, attraverso l’esplosione della partenza, si arriva all’elogio della lentezza del carro lusitano, che assume quasi il valore dello sfumare in una dissolvenza incrociata.

 

Le maestrie di Ferri e Conrad, degni eredi di René Goscinny e Albert Uderzo, calibrano le alternanze tra il gruppo e le figure di spicco in un perfetto quadro d’insieme. Su tutti campeggiano, ovviamente, i nostri eroi Asterix, Obelix e Idefix.

 

Una lezione da non mancare…

 

 

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